Fondo Sanitario delle Farmacie Private. Conosci il Fondo Reciprocra SMS ?
Istituito con il rinnovo del CCNL a novembre 2021, il fondo sanitario RECIPROCA SMS, è stato introdotto per colmare una carenza assistenziale nel CCNL fino al 2021.
In cosa consiste l’assistenza sanitaria e cosa comporta per il datore di lavoro?
Anzitutto, possiamo definirla una forma di tutela che consente di integrare o sostituire le prestazioni pubbliche nel campo dei servizi medico-sanitari. Questa forma di assistenza offre vantaggi aggiuntivi rispetto al Servizio Sanitario Nazionale, come la possibilità di accedere a cure mediche private senza lunghe attese e soprattutto hanno l’obiettivo di garantire ai dipendenti una maggiore tutela della propria salute.
Come tutti i fondi di assistenza sanitaria integrativa, anche RECIPROCA SMS, richiede il pagamento di un contributo mensile a carico del datore di lavoro, per garantire la copertura delle prestazioni aggiuntive rispetto al SSN.
Per questo fondo in particolare il costo mensile per ogni dipendente è di 13 euro per tutte le mensilità ed è dovuto per tutti i contratti a tempo indeterminato una volta superato il periodo di prova.
Il CCNL delle Farmacie Private non impone un obbligo diretto di iscrizione, infatti tutti i datori di lavoro che non iscrivono i propri dipendenti al suddetto fondo, hanno l’obbligo di versare una quota sostitutiva di 25 € nella retribuzione per tutte le mensilità.
Anche se non sussiste l’obbligo, però, il dipendente con l’iscrizione al fondo ha accesso a benefici e maggiore tutela della salute, scontistiche, convenzioni e così via. Detto questo, se l’assenza di iscrizione porta ad un trattamento di sfavore e perdita di agevolazioni, ad esempio se un dipendente dovesse sostenere una spesa maggiore rispetto a quanto avrebbe speso se fosse stato
iscritto al fondo di assistenza sanitaria, potrebbe chiedere, legittimamente, il rimborso.
E’ importante, quindi, fare le giuste valutazioni prima di scegliere di non assicurare il dipendente al fondo previsto dal contratto collettivo nazionale.
Per quanto riguarda il costo, la quota è interamente a carico del datore di lavoro, infatti al dipendente non deve essere trattenuto alcun importo. Oltre alla quota, però, il datore di lavoro ha l’obbligo di versare il 10% di ciò che ha versato all’INPS come contributo di solidarietà, per questo motivo è importante sempre comunicare al proprio consulente l’avvenuto pagamento con la copia del bonifico fatto al fondo.
Perché si versa il contributo di solidarietà?
Il decreto 252/2005 e la circolare INPS 98/2007 specifica che il datore di lavoro deve versare all’INPS un contributo di solidarietà del 10%, per garantire una maggiore equità contributiva e concorrere al finanziamento del sistema previdenziale pubblico.
Il fondo è ancora in via di sviluppo, i pagamenti, ad esempio, sono ancora fatti manualmente dal datore di lavoro tramite bonifico, a seguito dell’iscrizione del dipendente sul portale.
L’unica modalità agile introdotta è stata la possibilità di delegare i propri consulenti del lavoro a poter operare.
I pagamenti vengono effettuati all’inizio di ogni semestre con avviso da parte del fondo stesso a tutte le aziende aderenti.
Siamo ancora in attesa di molte altre funzioni e novità dal fondo, prima fra tutte il versamento della quota di iscrizione attraverso la delega F24, la quale semplificherebbe sia il pagamento sia il versamento della quota di solidarietà del 10% all’INPS; questo perché quasi tutti i datori, ormai, delegano l’invio del modello F24 ai consulenti, pertanto la possibilità di versare la quota in questa modalità, risulterebbe ancora più efficace per tenere sotto controllo i pagamenti e i versamenti delle quote obbligatorie all’INPS.
