In caso di elezioni, il lavoratore che svogle funzioni di scrutarore, segretario o presidente di seggio, ha diritto ai “permessi elettorali”, ma come funziona questo permesso? La nostra consulente del lavoro risponde a questo quesito

Sono avvenute proprio il mese scorso le elezioni comunali, regionali e il referendum. Molti lavoratori sono stati chiamati ad adempiere funzioni di scrutatore, segretario o presidente di seggio.

Vediamo come viene trattata in busta paga l’assenza dal proprio luogo di lavoro in questi casi.

Permessi elettorali: come funziona ?

I dipendenti che adempiono funzioni presso gli uffici elettorali – e i rappresentanti di lista che partecipano volontariamente -hanno diritto a rimanere assenti dal lavoro per tutto il periodo relativo alle consultazioni elettorali, a fronte della consegna dell’attestato di presenza ai seggi elettorali al proprio datore di lavoro.

Infatti, l’assenza viene considerata attività lavorativa. Il datore di lavoro non solo non può negare il permesso elettorale, ma ha anche l’obbligo di corrispondere al dipendente la normale retribuzione giornaliera.

Per quanto riguarda il trattamento in busta paga, anzitutto bisogna distinguere la settimana lavorativa.

Solitamente, le operazioni elettorali, avvengono dal sabato al lunedì, pertanto il lavoratore ha diritto a riposi compensativi o al pagamento delle giornate che normalmente sarebbero di riposo o festive, quindi, se il dipendente svolge la normale attività lavorativa dal lunedì al venerdì, avrà diritto a due riposi compensativi successivi – riposa, quindi il sabato e la domenica -. Se, invece, lavora dal lunedì al sabato, avrà diritto ad un riposo compensativo successivo al periodo di presenza nei seggi – riposa, quindi, solo la domenica-.

Se le operazioni elettorali si dovessero prolungare dopo la mezzanotte del lunedì, il dipendente ha diritto ad un ulteriore giorno di riposo.

Cosa avviene se il dipendente non usufruisce dei riposi compensativi?

Se il riposo compensativo non avviene, il lavoratore ha diritto al pagamento di una o due giornate in più rispetto alla retribuzione mensile ordinaria, a seconda della sua distribuzione oraria lavorativa.

Autore: Milena Comincini – Consulente del Lavoro

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